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Appunti sulla Storia della stazione sismografica di Trieste.
La sismologia vanta a Trieste una lunga tradizione. Già dal secolo scorso vi funzionava infatti una stazione sismica.
L’8 marzo 1931, fu inaugurata presso l’allora Istituto Talassografico, una nuova stazione, che, dal sito in cui furono collocati gli strumenti, oggi parte del centro città, è nota come stazione di Campo Marzio.
Essa fu dotata di autonomia amministrativa e la sua direzione scientifica fu affidata, per incarico del Presidente del C.N.R., al Direttore dell’Istituto Talassografico.
Vi furono installati un sismografo Wieckert a componente verticale con massa di 80 kg, un Wieckert per le componenti orizzontali con massa di 1.000 kg, un sismografo a tre componenti Vicentini ed un fotosismografo, anch’esso a tre componenti, Alfani.
Queste strumentazioni furono sostituite nel 1963 dai sismografi standard della stazione di Trieste ( sigla identificativa TRI-117) della rete sismografica mondiale WWSSN installati nella sede dell’OGS a Borgo Grotta Gigante usufruendo, per l’alloggiamento dei sensori, di una casetta edificata ad hoc sul fondo della Grotta Gigante. Essa ha iniziato a funzionare il 29 luglio 1963 con la sigla internazionale di riconoscimento TRI ed è stata disinstallata nel dicembre 1996.
In sua vece sono stati installati nel medesimo sito i sensori della attuale stazione sismografica digitale a larga banda che fa parte della Rete MedNet (Mediterranean Network) ed è gestita nell’ambito di un accordo di collaborazione tra l’OGS ed il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Trieste (DST).
Maggiori dettagli sulla stazione digitale a larga banda si possono trovare sul sito del DST all’indirizzo http://www.dst.univ.trieste.it/STR2001/BB/
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