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| La Grotta Gigante si apre sul Carso Triestino, l’altipiano che si trova alle spalle di Trieste, noto per aver dato il suo nome a tutti quei fenomeni indicati universalmente con il termine “carsismo”. |
| Il Carso si presenta ondulato, con colline arrotondate, ma la sua caratteristica principale è la presenza di innumerevoli depressioni chiamate doline, di affioramenti rocciosi quali i campi solcati e sul finire migliaia di grotte… ma 100 milioni di anni fa circa tutto questo era un mare poco profondo ricco di flora e fauna! |
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| La roccia calcarea, che ha dato origine al Carso Triestino, è una roccia sedimentaria formatasi per la deposizione e l’accumulo delle parti dure di organismi morti, come le conchiglie che, col passare di moltissimo tempo, raggiunsero grandi spessori, tali da schiacciarsi e indurirsi col proprio peso e con azioni chimiche permesse dall’acqua circolante al loro interno. Nel Miocene, 20 milioni di anni fa, ci furono diverse fasi di sollevamento del fondo marino, che portarono all’emersione delle rocce formatesi in questi bacini, diventando così vere e proprie aree continentali emerse. |
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| Le rocce, appena affiorate, si presentavano ricoperte da materiale terrigeno, il flysch, che, asportato dal vento e dai fiumi, mise a nudo la roccia calcarea (o carbonatica). Gli agenti meteorici instaurarono da allora un lento (e tuttora continuo) processo di dissoluzione superficiale mentre i fiumi, allargando e approfondendo sempre più le fratture presenti, sparirono ben presto dalla superficie, creando una complessa rete idrografica ipogea. L’acqua, una volta abbandonata una via per nuovi, più profondi percorsi, lasciò degli spazi vuoti, che presero il nome di grotte. |
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e per chi volesse saperne di piu… continua
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